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Terapia Intensiva Respiratoria
Responsabile: Dott. Ludovico Trianni
L'UTIR (Unità di Terapia Intensiva Respiratoria), inserita all'interno della UO di Pneumologia e Riabilitazione Respiratoria, è costituita da quattro posti letto disposti in un unico grande locale ben illuminato e spazioso ove esistono sistemi centralizzati di ossigenazione, aspirazione sotto vuoto e climatizzazione. I pazienti ricoverati in UTIR provengono per la maggior parte da reparti di Rianimazione Generale; si tratta di pazienti (spesso tracheostomizzati), che necessitano di un costante monitoraggio volto allo svezzamento dal ventilatore meccanico o a correggere un grave stato di insufficienza respiratoria acuta.
Patologie Trattate
Le Unità Intensive Respiratorie sono nate come "Area di monitoraggio e trattamento dei pazienti affetti da insufficienza respiratoria acuta (IRA) da causa primitivamente respiratoria e/o da insufficienza respiratoria cronica (IRC) riacutizzata, dove vengono comunemente impiegate tecniche di monitoraggio prevalentemente non invasive e dove viene preferenzialmente impiegata ventilazione non invasiva".
Obbiettivi Principali
Lo scopo è quello di offrire un maggior controllo clinico (monitoraggio continuo delle funzioni cardiovascolari), un eventuale supporto ventilatorio e soprattutto un maggior grado di assistenza (nursing). Le UTIR sono pertanto strutture altamente specializzate che richiedono la presenza di personale medico, infermieristico e riabilitativo altamente qualificato e adeguatamente formato. Obiettivo principale di queste aree è quello di garantire al paziente, attraverso un approccio integrato multidisciplinare, la prospettiva di un recupero, anche se solo parziale, della propria autonomia e di contenere i costi di gestione legati alla permanenza prolungata di malati cronici in aree di rianimazione generale. Ricadono tipicamente in questa situazione i pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e i portatori ' di insufficienza respiratoria cronica (IRC).
Accoglienza
Il team accoglie il paziente per le cure del caso e prepara il piano terapeutico più adeguato. Una serie di test valutativi di ingresso consentono di stabilire la condizione del paziente e di definirne il percorso migliore. Gli stessi test eseguiti in dimissione definiranno l' efficacia del trattamento eseguito.
Attività principali
Le attività della UTIR si caratterizzano in:
- Inquadramento Diagnostico e Valutazione Multidisciplinare
- Programma Riabilitativo Individuale
- Trattamento della IRA
- Svezzamento da prolungata Ventilazione Meccanica (VM)
- Monitoraggio Clinico
- Valutazione e preparazione di pazienti candidati alla Ventilazione Meccanica Domiciliare (VMD)
- Assistenza Medica ed Infermieristica
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Inquadramento Diagnostico e Valutazione Multidisciplinare
L' inquadramento diagnostico-valutativo, effettuato nei primi giorni di degenza, analizza non solo le variabili cliniche, ma anche quelle psicologiche e sociali che coinvolgono il paziente in questa fase di malattia; l'approccio è svolto da una équipe multidisciplinare (medico pneumologo, infermiere professionale, psicologo, fisioterapista, nutrizionista), che valuta il malato, seguendone il lavoro e l'esito terapeutico.
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Programma Riabilitativo Individuale
Anche in questa sezione del reparto il team di riabilitazione respiratoria si rivolge al paziente e lavora per sviluppare un programma riabilitativo individuale volto al recupero delle funzioni ed autonomie tipicamente compromesse nei pazienti che vi afferiscono. Il paziente eseguirà pertanto trattamenti composti da una serie di attività utili al raggiungimento degli obiettivi prefIssati con l'intensità e la durata degli esercizi consentiti dalle proprie condizioni.
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Trattamento dell' IRA
Il trattamento delle gravi riacutizzazioni dei pazienti portatori di BPCO e alcune condizioni cliniche caratterizzate da ipossiemia refrattaria (come l'edema polmonare acuto o le polmoniti) rappresentano le principali applicazioni per l'utilizzo efficace della ventilazione non invasiva in questa area di cura. L' obiettivo è quello di evitare la intubazione delle vie aeree e la conseguente gestione invasiva più tipicamente rianimatoria: questo obiettivo è raggiunto in circa il 60-80% dei casi trattati.
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Svezzamento da Ventilazione Meccanica
Lo svezzamento ("weaning") da VM è una problematica riabilitativa (cioè di recupero della funzione) che riguarda le fasi precoci che conseguono alla IRA e alla eventuale successiva intubazione delle vie aeree (anche secondaria al fallimento della VNI).
La attuazione del piano di "weaning" è il principale appannaggio di pazienti, per lo più tracheostomizzati, reduci da tale situazione.
Candidati tipici a questo processo sono i BPCO; obiettivo è il distacco permanente dal ventilatore, che viene raggiunto in circa il 60-70% dei casi trattati e dei sopravvissuti. Allo stesso tempo una percentuale di pazienti, compresa fra il 15 e 30%, può, in seguito alla applicazione di questo processo, essere definita come non svezzabile da VM e quindi preparata/avviata alla procedura della ventilazione meccanica domiciliare (VMD). -
Monitoraggio Clinico
Il monitoraggio è rappresentato dall' aggiornamento continuo di parametri clinici e fisiologici (cardio-respiratori) in grado di consentire una istantanea comprensione dei fenomeni patologici che si determinano nei pazienti a rischio di IRA.
Nel passato il concetto di monitoraggio era legato per lo più alla consuetudine, da parte dell' infermiere, di rilevare i segni vitali; nella UTIR moderna ciò avviene attraverso il rilievo tecnologico (attraverso sensori e monitor) di molteplici funzioni vitali.
Obiettivo di questa attività è quello di prevenire o prevedere peggioramenti, correggere la instabilità clinica, valutare gli effetti di un intervento. -
Valutazione e Preparazione dei pazienti candidati alla Ventilazione Meccanica Domiciliare (VMD)
Come detto un ruolo non secondario della UTIR, dopo il fallimento del "weaning" , è quello che riguarda la preparazione, per il paziente non svezzato o parzialmente svezzato dal ventilatore, al piano di VMD. Sono candidati a questa prospettiva pazienti neuromuscolari (come nel caso dei pazienti miodistrofici) o cifoscoliotici, ma anche pazienti BPCO con elevato grado di instabilità clinica e/o refrattari alla ossigenoterapia.
Obiettivo di questa attività è la definizione della indicazione e la successiva preparazione al passaggio del paziente a casa o in aree di cura protette. In questa fase è cruciale un tempestivo coinvolgimento, in un programma di carattere educativo, del paziente e dei parenti conviventi per portarli a raggiungere familiarità con le tecniche da impiegare per la gestione domiciliare del ventilatore. -
Assistenza Medica ed Infermieristica
Le funzioni svolte dallo staff infermieristico assistenziale sono essenziali al fine di rendere operativi i piani di intervento progettati sul paziente ed i relativi monitoraggi.
Lo staff medico è impegnato per garantire la massima adeguatezza di cura e prontezza di intervento nel caso di aggravamenti e indicazioni a interventi di emergenza.
Dimissione e Continuità Assistenziale
Al termine del ricovero vengono esaminati i dati rilevati dagli accertamenti clinici, strumentali e funzionali di ogni singolo paziente. il medico pneumologo compila la lettera di dimissione, in cui riporta e/o allega gli esiti dei suddetti accertamenti, la terapia farmacologica e le indicazioni a cui dovrà attenersi, il paziente, al rientro a domicilio, per un corretto stile di vita. Inoltre, a seconda della patologia, il medico individua gli accertamenti che il paziente dovrà effettuare nelle settimane successive alla dimissione.
In fase di dimissione il medico condivide con i familiari l'opportunità di effettuare una dimissione in regime protetto:
- presso il domicilio del paziente
- presso un' altra Struttura di ricovero